Appena fuori porta Galliera, in via Matteotti troneggia maestosa e fiera la Chiesa Del Sacro Cuore di Gesù, con le sue enormi dimensioni esaltate elegantemente dalla cupola, alta ben 60 metri, e fedelmente ricostruita dopo il crollo improvviso il 21 Novembre del 1929.
La grande cupola ricorda, inoltre, quella di S. Sofia a Costantinopoli e lo stile del Sacré-Coeur di Montmartre – regalando così al contesto bolognese un’atmosfera internazionale.
Di matrice vagamente bizantina, la Chiesa è un tipico esempio di architettura religiosa di fine Ottocento, oltre ad essere il primo edifico religioso ad essere costruito in periferia dopo l’abbattimento delle mura, e un richiamo per tutti i viaggiatori, che transitano nell’orbita della stazione ferroviaria centrale.
Dichiarata parrocchia nel 1915, la Chiesa Del Sacro Cuore Di Gesù vanta una serie di nomi artistici importanti, tra i quali il progetto dell’architetto Edoardo Collamarini, l’affresco dell’altare maggiore di Domenico Ferri, la cappella di destra e il trittico d’altare di Leopoldo Perucchi.
Un luogo di raccoglimento, tra altezze e arte.
